Dura risposta del Sindaco Amenta a SAI8


Nei giorni scorsi, una nota di SAI8, prendendo spunto da una sentenza del CGA (Organo di Giustizia Amministrativa della Regione) che ha fatto tornare operativi i Commissari ad acta per consegnare gli impianti idrici comunali nelle mani dell’azienda, attaccava con veemenza i cosiddetti “sindaci ribelli”.

Fra questi ribelli, figura pure il Sindaco di Canicattini, Paolo Amenta.

In un comunicato stampa, il Sindaco ha dato la sua dura risposta a SAI8, mostrandosi tutt’altro che disponibile a cedere su questa battaglia.

Segue il comunicato:

IL TERRORISMO PSICOLOGICO DI SAI8 E LE NON RISPOSTE

ALLE LORO INADEMPIENZE CONTRATTUALI

In merito alle accuse rivolte da SAI8 al sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, sulla mancata consegna degli impianti del sistema idrico integrato nonostante la recente sentenza del CGA n.130/2013 che riattiverebbe i Commissari ad Acta della Regione per costringere i Comuni “ribelli” a tale adempimento, questa la risposta del primo cittadino canicattinese.

 

«SAI8 continua a fare “terrorismo psicologico” sulla stampa, dopo la recente sentenza del CGA che ripristina i Commissari ad Acta della Regione che, a suo dire, dovrebbero “costringere” i Comuni che si sono rifiutati di farlo, di consegnare i loro impianti ad una Società di cui non sappiamo ancora la reale “consistenza”, considerato che l’altra socia di Saccecav nell’Ati, ovvero Sogeas, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Siracusa.

Vista la tenace resistenza del Sindaci a sostegno e a garanzia dei loro cittadini, SAI8 non perde occasione per attaccarmi personalmente, sapendo il ruolo di coordinamento che svolgo, in qualità di vice presidente dell’Ato idrico e di Anci Sicilia, accusandomi di “inadempienze” e di creare un danno economico ai miei cittadini, perseguendo le vie legali per contrastare una scelta che, al contrario, sta causando disagi e gravando sulle bollette dei tanti cittadini dei Comuni che purtroppo hanno avuto la sfortuna di consegnare gli impianti al Gestore.

Intanto, in merito alla sentenza del CGA, vorrei ricordare che questa non entra nel merito dei contenuti del nostro rifiuto, ma bensì si limita solo ed esclusivamente al ruolo dei Commissari ad Acta, per cui proprio ieri a Palermo, nell’incontro che come Anci ho avuto con il Presidente Crocetta sulla drammatica situazione finanziaria dei Comuni siciliani, ho invitato a revocare in presenza di una legge della stessa Regione, la n.2/2013, che SAI8 avrebbe voluto rendere incostituzionale, con la quale vengono sciolti gli Ato e si fa “obbligo” ai Comuni, che non l’avessero fatto, di non consegnare più i loro impianti.

E il Presidente Crocetta, così come l’Assessore regionale all’Energia, Nicolò Marino, di cui SAI 8 richiama il rispetto alla legalità, come hanno già dimostrato con la L.R. 2/2013, che ripristina la legalità e riafferma il principio dell’acqua “bene pubblico”, ancora una volta non faranno mancare il loro sostegno provvedendo alla revoca dei Commissari voluti da Lombardo nei Comuni e lasciando solo i Commissari liquidatori degli Ato, compreso quello della provincia di Siracusa.

Per quanto riguarda poi le accuse di “inadempienze” che SAI8 mi rivolge, direi “ da quale pulpito viene la predica”, considerato che a tutt’oggi le uniche inadempienze sono quelle che i Sindaci da sempre hanno rivolto alla stessa, con il mancato versamento delle quote annuali e il mancato deposito del “contratto di finanziamento” ai milionari investimenti che invece non sono stati mai avviati, pur riscuotendone la quota parte nelle esose bollette che notifica agli ignari cittadini.

Per non parlare di quanto sottolineato dalla Procura della Repubblica di Siracusa nell’ambito dell’inchiesta “Oro Blu”  con la quale è stato ribadito si era in presenza  di una “turbativa d’asta” attraverso la presentazione, da parte delle due società che costituiscono Sai 8 (Saccecav e Sogeas), di una “fidejussione irregolare per la partecipazione alla gara ad evidenza pubblica”.

Per cui stiano tranquilli i vertici di SAI8 che a difendere e a fare gli interessi dei cittadini, nella legalità, ci pensiamo i Sindaci, in quanto eletti proprio a tale scopo, loro pensino piuttosto a non far ribaltare le pesantezze della loro gestione sugli incolpevoli utenti e, nello stesso tempo, prendano atto del fallimento della loro gestione del servizio idrico integrato in provincia di Siracusa, oltre al fatto ormai inconfutabile, che un Referendum votato dal 90% degli italiani ed in Sicilia una legge votata dall’ARS, hanno ribadito che l’acqua è un bene pubblico la cui gestione spetta ai Comuni».

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