Canicattini muore – Ennesimo episodio di criminalità nella notte


La vetrina sfondata stanotte

La vetrina sfondata stanotte

Interrompo il mio lungo silenzio perchè, dal mio esilio estero, sono troppo schifato per quel che sta succedendo nella cittadina nella quale sono cresciuto.

Una cittadina che, oramai, è dominio incontrastato della criminalità, dove le istituzioni (locali e non) brancolano nel buio e si limitano a fare tavolate ed incontri, preoccupandosi più di renderlo noto che non di trovare soluzioni concrete.

E così stanotte, verso le 4, per la terza volta in pochi mesi, una tabaccheria ha subito nuovamente un furto, trovandosi la vetrina sfondata ed il locale svaligiato.

A questo si accompagna il furto in un’altra tabaccheria, questa in posizione ben più centrale, di pochi giorni fa.

E non dimentichiamo gli attentati intimidatori nei confronti di politici locali, operatori del sociale, tecnici del comune.

Insomma, Canicattini è diventata una giungla, nella quale nessuno può sentirsi al sicuro e dove è necessario agire concretamente, con meno parole (e meno comunicati stampa) e più fatti concreti.

Iniziando da servizi straordinari delle forze dell’ordine locali, impegnate a pattugliare il territorio giorno e notte (perchè è una situazione di emergenza e bisogna fare dei sacrifici tutti, che i servizi straordinari non sono giustificabili solo in caso di processioni religiose, anche perchè i santi del paradiso non sono mai stati impegnati nella lotta alla criminalità), dando seguito a quel progetto di installazione di telecamere di sicurezza nelle zone nevralgiche del paese, presentato dal Consigliere Cultrera, accolto con entusiasmo (ed immancabili comunicati stampa, che bisogna farsi belli, sempre), chiedendo a gran voce aiuti alle istituzioni nazionali, se necessario con l’invio dell’esercito. E se per ottenere questo i nostri amministratori devono platealmente incatenarsi davanti alla prefettura, allora ben venga pure questa manifestazione.

Perchè i cittadini, i commercianti canicattinesi, sono allo stremo e, in momenti di disperazione, c’è chi può fare sciocchezze, chi può organizzarsi in indipendenti ronde cittadine, chi magari tira fuori armi tenute nascoste. Cosa vogliamo che succeda, che ci scappi il morto? Non è meglio prevenire invece che curare?

Invito anche i commercianti canicattinesi ad unirsi in una protesta compatta, chiudendo bottega e lanciando un sit in permanente alla prefettura, fino a quando non si ottengano atti concreti, invece delle solite parole di facciata. Perchè, se Canicattini deve morire, è più giusto che ad ucciderla siano coloro che l’hanno tenuta in vita fino adesso, invece che dei soliti ignoti che godono di perenne impunità.

Citando Giorgio Gaber, in questo momento io non mi sento italiano e neppure canicattinese. E sono certo di non essere il solo.

Alle vittime, tutte le vittime, di questa ondata di criminalità, mi sento di esprimere tutta la mia solidarietà. Anche colpire una persona sola vuol dire colpire la cittadinanza tutta, ed ora più che mai è necessario comprenderlo.

(Un disgustato) Andrea Uccello

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