8×1000 e riduzione delle tasse: quello che nessun partito farà mai


berlusca-meno-tasse-per-tuttiDa più di 20 anni, ormai, sentiamo parlare tutte le forze politiche di riduzione delle tasse, perchè il fisco italiano è troppo esoso.

A partire dal famoso slogan “meno tasse per tutti” in poi, chiunque non governasse riteneva necessaria la riduzione delle tasse, salvo poi aumentarle comunque una volta andati al governo.

Eppure nessuno si è mai impegnato a toccare un caposaldo della tassazione italiana: l’8×1000 del gettito IRPEF.

Come funziona questa famosa creatura mitologica?

Nella dichiarazione dei redditi, il dichiarante può scegliere a chi destinare tale quota, decidendo se sia più meritevole lo Stato o qualche congregazione religiosa. Quello che appare meno chiaro, però, è cosa succede di quei soldi per cui non è stata scelta alcuna destinazione.

Ebbene, funziona così (facciamo un esempio con numeri semplici, in modo da risultare di facile comprensione): il 20% dei dichiaranti ha scelto di destinare l’8×1000, di questi il 15% (cioè i 3/4 di coloro che hanno scelto, pari al 75% relativo) ha deciso di donarlo alla chiesa cattolica, il 2% (cioè il 10% fra coloro che hanno scelto) lo ha destinato ai valdesi, un altro 2% ha scelto lo Stato ed un rimanente 1% (corrispondente al 5% relativo ai dichiaranti che hanno operato una scelta) ha scelto altre congregazioni religiose.

Rimane un 80% totale di gettito da 8×1000 che rimane non destinato e che viene suddiviso proporzionalmente alle percentuali relative delle scelte che sono state espresse dall’altro 20%: il 75% di questa quota (pari al 60% totale del gettito dell’8×1000) va alla chiesa cattolica, il 10% ciascuno (pari all’8% del totale) va rispettivamente a valdesi e Stato italiano, il 5% (pari al 4% del totale) va alle altre congregazioni.

Facendo i conti, in base al 20% di persone che si sono espresse in questo (semplicistico) esempio, la suddivisione del gettito totale dell’8×1000 sarebbe la seguente:

  • chiesa cattolica:15% + 60% = 75% totale del gettito;
  • chiesa valdese: 2% + 8% = 10% totale del gettito;
  • Stato italiano: 2% + 8% = 10% totale del gettito;
  • altri: 1% + 4% = 5% totale del gettito.

I dati sopra esposti sono fittizi, ma riflettono l’andamento di massima della situazione reale, in cui la chiesa cattolica italiana si avvantaggia pesantemente, riscuotendo parecchi di quei soldi che i contribuenti non hanno deciso di destinare, togliendo possibili risorse per lo Stato, che poi introdurrà nuove tasse.

Allora l’idea, semplice e che avvantaggerebbe la cittadinanza senza sfavorire pesantemente i conti pubblici, è questa:

perchè non modificare il regolamento sull’8×1000, facendo in modo che i soldi che il contribuente non destina rimangano nelle sue tasche?

In fondo, se ogni contribuente vuole finanziare la propria organizzazione religiosa può continuare a farlo, senza dare quei soldi allo Stato italiano, ma ognuno è libero di decidere se quei soldi preferisce tenerli per se o aiutare qualcuno.

In fondo, le offerte andrebbero fatte su base volontaria.

Eppure, nemmeno fra i partiti più populisti, nessuno ha mai voluto affrontare la questione, per rimettere alla pura discrezione del cittadino l’uso dei propri soldi.

Come mai?

Andrea Uccello

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