Democrazia partecipata: quando a vincere sono tutti


Dal mio esilio abruzzese, che mi impedisce di presenziare alle sedute consiliari ed effettuare le videoriprese, scrivo alcune considerazioni personali (e ribadisco strettamente personali, pur facendo parte del comitato promotore, oggi non parlo in nome e per conti di altri) sull’approvazione dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti.

Premesso il mio rammarico per non aver potuto presenziare all’evento, oggi voglio dare più importanza alla gioia per l’approvazione della proposta di iniziativa popolare, che a mio avviso rappresenta un passo epocale per Canicattini, una vittoria condivisa che non lascia sconfitti sul campo.

Quanto successo lunedì rappresenta, infatti, una novità assoluta nel panorama politico canicattinese perchè il Consiglio ha votato (ed approvato) una proposta che è partita dalla società civile, invece che da organi politici. E’ stata una vittoria della cittadinanza, che si è impegnata a fornire al Comune (e, quindi, a se stessa) uno strumento di trasparenza, che può aumentare la consapevolezza dei canicattinesi su quello che succede dentro al “Palazzo”.

Ma è stata anche una vittoria della politica canicattinese, che si è mostrata Politica (volutamente con la P maiuscola), in un momento in cui l’aggettivo di “casta” la caratterizza sui media, ascoltando e facendo proprie le istanze della cittadinanza (ok, è quello il ruolo che dovrebbe essere ordinario, però ricordiamoci di essere in Italia e che l’ordinario ha un che di straordinario).

Ed è stata, infine, una vittoria del Consiglio Comunale, capace di superare le contrapposizioni di appartenenza politica e dialogare su un provvedimento voluto dai cittadini, giungendo ad un accordo comune ed all’approvazione unanime.

Quel che mi preme sottolineare ancora una volta (ed è il motivo per cui ho aperto questo blog e continuo a gestirlo nonostante gli impegni di lavoro) è che se la cittadinanza si attiva, esce allo scoperto con critiche e proposte, i politici e la politica possono essere più aderenti alle esigenze di coloro che sono chiamati a servire, per questo insisto sul fatto che dobbiamo essere tutti un po’ più CanicAttivi, per costruire insieme la Canicattini che vogliamo.

Chiudo con una nota di dispiacere: l’invito/appello lanciato su queste pagine per nuovi videoperatori non ha riscosso alcun successo, lunedì sera non era presente nessuno a registrare la seduta, rendendola fruibile a chi, come il sottoscritto, non poteva essere presente. Niente di grave, per carità, nessuno è moralmente obbligato a portare avanti un impegno che nessuno mi aveva costretto a prendere, è solo un piccolo disappunto vedere che certe cose sono apprezzate solo se sono altri a farle. Ma Canicattini è anche questo e, in fondo, amare un luogo significa soprattutto riuscire a convivere con i suoi aspetti meno entusiasmanti.

Andrea Uccello

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