Proposta di Legge: Art. 1 – Abolizione del sottogoverno senza se e senza ma.


Silenzio elettorale.
Se non si può dire per chi si vota, si può dire a chi sarà votato cosa votare, una volta votato.

Il prossimo governo, non sappiamo ancora se frutto di questa campagna elettorale, dovrebbe approvare una legge con un unico articolo in cui sancisce l’abolizione dell’intero istituto del sottogoverno, senza se e senza ma.

Il vero problema della politica Italiana, non è soltanto il potere inteso in senso stretto, e quindi Parlamentari, Ministri, Presidenti, Consiglieri, Sindaci,questi sono soggetti indispensabili alla vita democratica, magari andrebbero “ ristrutturati “, ma la loro esistenza è assolutamente necessaria alla democrazia rappresentativa. La lotta contro la casta è opportuna, ma se diventa lotta alle istituzioni, non è accettabile, in quanto più pericolosa della mala politica.

Il vero problema di cui nessuno si occupa e chi lo fa, si muove, essendo un terreno minato, con grande attenzione e “ paura “, è proprio il sottopotere. Per sottopotere si intende quell’insieme di incarichi politici, in enti esistenti a tal uopo, a politici, trombati, oppure che si sono spesi nel relativo partito di appartenenza. In alcuni casi, gli Enti sono Utili ma gli occupanti, decisamente no.

Con l’eliminazione del sottogoverno, certamente non risolveremmo tutti i nostri problemi, ma ritengo che ne tamponeremmo una buona parte.

a) Risvolti Economici. Il costo del sottogoverno ha raggiunto limiti insostenibili, quindi risparmiamo di botto cifre inverosimili, di fatto non sappiamo quanto ci costa esattamente, ma sono tanti gli euro;

b) Risvolti per l’agricoltura. Trattandosi nella stragrande maggioranza dei casi di persone presso ché incapaci, potremmo destinarli all’agricoltura;

c) Risvolti meritocratici. La presenza di “ politici “ all’interno di questi carrozzoni ( diventano tali anche Enti utili ed indispensabili, vedi Ospedali, Musei, ecc. )altera in maniera evidente la “ gara “, quelli “ bravi “ passano al secondo posto, prima ci sono i “ raccomandati “. Con delle tecniche di stampo “ clientelare, anche se sarebbe più opportuno definire “ mafioso “ si assume in cambio di voti;

d) Risvolti nell’efficienza. Chiaramente se ad occupare uno di questi posti è uno “ bravo “ l’efficienza di quel posto migliora, con benefici enormi per la collettività;

e) Indebolimento del potere e dei partiti. Con l’eliminazione del sottogoverno, la funzione principale del politico di oggi verrebbe meno. Quella sorta di ufficio di collocamento che sono le segreterie di partito, non avrebbe più senso di esistere, e mi chiedo, a parte questo sanno fare qualcos’altro i politici?
f) Risvolti anti-corruzione. Con dei meccanismi perversi gli appalti di questi enti vengono assegnati agli amici, sempre per quel discorso dei voti, che consentono di rimanere in sella.

Se non si assume come prioritaria la necessità di eliminare il sottopotere ed il sottogoverno, senza se e senza ma, non andiamo da nessuna parte.

Paolo Giardina

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