Tema: Un argomento a piacere


In attesa dei prossimi cinque mesi  “sabbatici “, quelli in cui mi ritiro a vita privata, ecco un’altra delle solite stupidaggini, provinciale. D’altronde il bello di questi mezzi di comunicazione, è che tu scrivi, ma se gli altri non hanno voglia di leggerti, non ti leggono.

Ma Canicattini cos’è? É solo la porta degli Iblei, non è mica tutti i Monti Iblei, che per altro non sono neppure i Monti Urali.

Meteoriti qui non ne cadono. Neppure avvistamenti UFO o fenomeni paranormali o sovrannaturali.

Una volta è stato trovato un vaso, una specie di “quartara” esposta al Paolo Orsi, ma niente e nulla di mitologico. Per qualcosa del genere dobbiamo andare indietro, e di tanto, qualche storiella raccontata dal Canonico Aiello, oppure qualche credenza mitica, “rievocata” da Paolino Uccello.

Nell’attualità c’è poco da raccontare. Eppure qualcosa di celato, di misterioso, di latente, deve pur esserci, nascosto da qualche parte, che potrebbe diventare la nostra fortuna.

C’è un detto: se vuoi nascondere bene qualcosa in modo che gli altri non la trovino, mettila in buona vista, dove nessuno pensa possa essere. Dio, che non fa differenze, senz’altro ha dato qualche dono anche a noi, insomma dimenticati da Cristo, ma non da Dio.

Seguendo questa logica, cosa c’è di evidente che non si vede, a Canicattini? Tipo la nebbia di Milano, o il mostro di Lochness, o i fantasmi del lago di Garda, o un qualsiasi altro mistero. Non c’è niente.

Quindi, qualcosa c’è. C’è il niente, e il niente è come il tutto, come una parete bianca, completamente bianca, dove ognuno può scrivere, disegnare, colorare, parlare, scrivere, cantare, giocare, studiare, ornare, imbrattare, dipingere, fotografare, incidere, soprelevare, creare un murales o qualsiasi cosa.

Canicattini è come una tela, incorniciata, appesa ad un muro, ma vuota, integra in attesa di essere riempita, per altro una tela bianca a fianco di dipinti di grande manifattura. Alle condizioni date si può riempire di tutto, di qualsiasi elemento. Tocca a noi riempirla, renderla appetibile, interessante, invitante e perché no, gustosa. Quindi, qualcosa c’è, ci siamo noi, i Canicattinesi, apriamo le porte alla nostra fantasia per riempire  questo spazio vuoto.

Il tema è libero, come quando a scuola il prof. chiede un argomento a piacere, e quindi ognuno ripete la lezione che conosce meglio.

Canicattini il portale della fantasia negli Iblei.

Paolo Giardina

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