CANICATTINI: IL CAMPO SANTO DALL’ARIA SALUBRE


Consueta provocazione.

Se di ogni cosa esiste un principio, perché niente nasce dal nulla, mi sono chiesto qual è il principio per cui Canicattini è caratterizzata “dall’immobilismo dei sensi”. Più precisamente cosa ha determinato, nei pochi secoli, questo “mortorio” che ci contraddistingue nel creato?

Se le cause sono molteplici, il principio è unico.

Dopo un’attenta e meticolosa riflessione, sono giunto alla conclusione che questo unico principio è da ricercare nell’ARIA, la mitica aria “salubre”.
Quell’aria rilassante, unica e rara: respirarla ti immette nella pace di tutti i sensi.
Vivere a Canicattini è paragonabile ad un soggiorno in una sorta di monastero, tranquillo e posizionato in paradiso. D’altronde se lo hanno scelto i “parrini” come luogo di villeggiatura, un motivo deve pur esserci.

Raramente da noi accade qualcosa, una città pressoché uguale a se stessa, in una continua imitazione dei giorni che passano, la fotocopiatrice della vita.

Ma se questa ineguagliabile tranquillità diventa l’unico elemento di “svago”, va a finire che per cercare un’ulteriore oasi di pace, dobbiamo andare a vivere nello splendido cimitero monumentale del nostro paese.

Lo slogan per veicolare la nostra immagine potrebbe essere: “Esiste un solo luogo al mondo più tranquillo, il Campo Santo di Canicattini”.

Le espressioni artistiche del nostro di Campo Santo, superano di gran lunga quelle del campo dei vivi, quindi per evitare di atrofizzare mente e muscoli, ed un anticipato trasferimento in vita, mettiamo in movimento i nostri sensi.

L’attrazione turistica e monumentale, più ambita e visitata al mondo e nella storia, è il Colosseo, un vero luogo della perdizione umana e dell’esaltazione della morte, dove ci si riuniva per applaudire l’uomo che uccideva i propri simili, solo per il piacere della morte. Allora, perchè il cimitero, di tutt’altra natura, non può diventare un attrazione, un momento di incontro e di festa?

Visite guidate in veri e propri monumenti espressione della più alta arte dei nostri Scalpellini, ma non solo, i necrologi incisi sulle lapidi sembrano scritti da Giacomo Leopardi, il senso di immenso e di grandezza che sprigionano alcune cappelle è paragonabile alle più imponenti strutture della storia, il contesto che avvolge questi monumenti regala quel senso di immutato, di infinito, insomma un altro mondo.
E poi, nei due immensi spiazzali si potrebbero organizzare mostre, sagre e tornei di calcetto, (chi ricorda le partite notturne, nell’unico ampio spazio illuminato già dalla fine degli anni settanta?).

Insomma, il nostro futuro è a due passi, prima o poi, è li, il campo Santo dall’aria salubre.

PAOLO GIARDINA

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