Scuse e risposte al Consigliere Savarino


Una mia personale riflessione di ieri ha suscitato una reazione del Consigliere Savarino, che in Consiglio Comunale ha preso parola chiedendo che scrivessi un articolo di scuse, su questo blog, per alcune calunnie che gli avrei rivolto, altrimenti si sarebbe sentito costretto a procedere per vie ufficiali.

Le calunnie di cui mi accusa il Consigliere Savarino sono le seguenti:

  • io lo avrei accusato di essere (presumo solo moralmente) il responsabile dell’avvelenamento dei cani in C.da Cugno Lupo;
  • sempre io avrei preteso che il Consigliere Savarino si scusasse pubblicamente per detto avvelenamento;
  • che, a sostegno delle mie parole, avrei pubblicato nell’articolo solo uno spezzone dell’incontro-dibattito sull’IMU, che avevo ripreso il 16 dicembre e che avevo già pubblicato, in maniera strumentale.

Allora mi sento in dovere di porgere al Consigliere Savarino delle scuse, alle quali accompagno alcune mie argomentazioni.

Le scuse che mi sento di fargli riguardano una mia leggerezza, perchè sarebbe stato il caso che andassi a riferirgli personalmente quanto scritto visto che altri lo hanno fatto in maniera erronea, distorcendo in maniera palese il contenuto del mio scritto. Per questo mi dispiaccio, anche perchè nel suo intervento in Consiglio (ed anche fuori dall’aula consiliare, di fronte a numerosi testimoni), il Consigliere Savarino ha affermato di non aver letto quel che ho scritto ma citava cose riferitegli da altre persone.

Passando alle accuse rivoltemi, è il caso di fare alcune puntualizzazioni.

Io non ho accusato nessuno di essere responsabile per l’avvelenamento di quei poveri cani, e l’ho scritto anche esplicitamente. E’ evidente che le mie parole siano state male interpretate e che vi si sia letto qualcosa che andava oltre il testo che ho scritto. Quel che ho scritto, invece, è che possa essere possibile che qualcuno possa interpretare in maniera aberrante le parole che ha usato il Consigliere Savarino in tema di cani randagi. Un’interpretazione errata che sicuramente non dipenderà da lui (come non sono dipese dal sottoscritto le interpretazioni errate date da alcuni all’articolo incriminato) e che probabilmente non si è verificata e nè si verificherà mai. Però, ed anche questa mia vicenda personale lo insegna, a volte le persone interpretano certe parole in una maniera estranea dal proprio reale significato e quindi non me la sento di escludere totalmente che, al di là di tutte le buone intenzioni (che non intendo in alcun modo mettere in dubbio) del Consigliere Savarino, non possa esserci qualche cittadino che distorca il reale significato del discorso politico e decida di agire in modo indipendente.

Inoltre, non ho mai preteso che il Consigliere Savarino si scusi pubblicamente per l’episodio dell’avvelenamento di C.da Cugno Lupo, per il semplice motivo che non lo ritengo responsabile del fatto. Semmai, in virtù di possibili interpretazioni aberranti delle parole altrui, il mio consiglio amichevole al Consigliere era di condannare pubblicamente quell’infame gesto, in modo da ribadire che lui, da persona civile quale è, crede in una soluzione politica del problema randagismo e che una soluzione criminale sia sempre e comunque una cosa sbagliata. E’ un dato di fatto che il Consigliere Savarino sia un personaggio pubblico, che abbia un seguito e che le sue parole possano influenzare l’opinione pubblica; ho soltanto ritenuto che, con una dichiarazione del genere, potesse sensibilizzare la coscienza di eventuali testimoni di fatti simili e di indurli a collaborare con le forze dell’ordine. Più che un atto d’accusa, il mio era un gesto di stima e fiducia, anche questo interpretato in maniera non conforme alle mie idee.

Infine, sono stato accusato di aver allegato all’articolo solo uno spezzone del filmato (lungo più di un’ora e mezza), strumentalizzando così le parole del Consigliere Savarino, estrapolandole dal contesto reale. Anche questa è un’accusa che si basa su cose riportate in maniera inesatta: è vero che il collegamento dell’articolo che rimanda al video fa partire questo dalle parole del Consigliere Savarino sui randagi, però il lettore apre comunque lo stesso filmato completo, che si trova in rete sin dal 17 dicembre scorso e che è visualizzabile nella sua integralità da chiunque. Mi si permetterà che abbia utilizzato questa scorciatoia perchè si è parlato di randagismo solo dopo 45 minuti di esposizione: il lettore che leggeva dei randagi non avrebbe aspettato certamente tutto questo tempo per ascoltare le poche parole spese sull’argomento. Semmai, una volta aperto il video, il lettore poteva essere incuriosito dall’ascoltare il resoconto filmato dell’intero incontro e magari sposare pure le cause portate avanti dallo schieramento politico organizzatore.

Sin dall’inizio dell’avventura di questo blog, non è stata mai mia abitudine calunniare persone od insinuare cose non vere, e non credo proprio che l’articolo che il Consigliere Savarino mi contesta faccia eccezione.

Pur se minacciato pubblicamente di denunce per diffamazione (e anche di chiusura del blog, al termine della seduta consiliare, sempre davanti a numerosi testimoni), ribadisco che non ho calunniato nessuno, nè ho lanciato accuse campate per aria, ho solo espresso delle mie preoccupazioni e chiesto conforto ad un uomo delle istituzioni locali.

Eppure, mi sono sentito tirato in ballo all’inizio di una seduta consiliare, senza che potessi prendere parola in mia difesa e senza che il mio accusatore, il Consigliere Savarino, desse pubblica lettura del testo incriminato, in modo da poter dare ai presenti un’idea obiettiva sulla reale entità delle accuse rivoltemi. Questo l’ho avvertito come un gesto scorretto nei miei confronti, visto che qui sul blog il diritto di replica è garantito a tutti mentre invece non lo è stato garantito a me ieri sera.

Dopo quanto è successo ieri sera, in verità, ho qualche motivo per sentirmi calunniato a mia volta, mi sono sentito ingiustamente messo sulla pubblica gogna, impossibilitato a chiarire e a difendermi.

Quel che avevo da dire sull’argomento, qui sul blog, l’ho detto. Mi auguro che possa concludersi amichevolmente ed archiviare la cosa come un semplice qui pro quo.

Una cosa di cui sono certo di potermi vantare è la mia onorabilità ed onestà intellettuale, e su questo non transigo.

Andrea Uccello

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Un pensiero su “Scuse e risposte al Consigliere Savarino

  1. Pingback: Consigliere Savarino e cani randagi: capitolo finale «

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