Il Sindaco Regionale: un transformer fra i transformer


Una doverosa premessa: ritengo che il Sindaco Amenta, pur commettendo degli errori (ma chi di noi non ne fa?), sia un buon amministratore ed abbia fatto delle buone cose per Canicattini; quella che segue, quindi, è un’analisi sul politico Paolo Amenta che alimenta in me dubbi e perplessità.

Non essendo però un dio sceso in terra, sono cosciente di non essere depositario di verità assolute e quindi lancio il mio invito ai lettori del blog (siano essi parte dell’entourage del Sindaco o semplici sostenitori) a mandare il proprio contributo all’indirizzo canicattivi@gmail.com, affinchè da questo blog si possano leggere punti di vista differenti sullo stesso argomento.

PROVE PRATICHE DI TRASFORMISMO

Paolo Amenta transformer: da AN al PD in un battito di ciglio

Paolo Amenta è essenzialmente una persona di destra, che ha già militato nelle fila di AN prima, del PDL poi, per finire con i finiani di FLI, insieme all’amico Fabio Granata, partito nel quale tutt’ora figura all’interno dell’organigramma quale responsabile degli enti locali. Sempre nelle file di FLI era accreditato alla data del 18 giugno per la corsa alle regionali, salvo poi flirtare pochi giorni dopo con il “Movimento per la gente” di Maurizio Zamparini, alla cui presentazione è intervenuto stando a braccetto con i Forconi di Mariano Ferro.

Da quel momento è scesa una cortina di silenzio che ha avuto un sussulto in quel che io ho definito un “antipasto di campagna elettorale”, con Fabio Granata che ha approfittato dell’invito alla prima serata di Librinpiazza per sperticarsi in lodi nei confronti di se stesso e del nostro sindaco, lasciando intuire che i due corressero ancora insieme per la tornata elettorale di ottobre. In questo contesto, è arrivata a “sorpresa” (perchè annunciata da diversi rumors nei giorni precedenti) la scelta di appoggiare la lista di Rosario Crocetta, sostenuta dal PD e dall’UDC, oltre che da parti dell’API e del PSI, causando una spaccatura all’interno dei vertici provinciali di FLI e separandosi da Granata, che (a malincuore) sosterrà il candidato Miccichè, gettando nell’immondizia tutte quelle parole sulla buona politica e piegandosi a logiche di partito calate dall’alto.

Insomma, negli ultimi mesi il nostro Sindaco ha avuto parecchi dubbi sullo schieramento da adottare: dubbi forse alimentati dai progetti politici proposti, forse frutto di riflessioni su quale potesse essere il cavallo vincente sul quale scommettere. E’ comunque indubbio che abbia mostrato delle spiccate capacità trasformistiche.

CHI E’ ROSARIO CROCETTA

Un passato da collaboratore nelle file dell’Unità, del Manifesto e poi di Liberazione, Rosario Crocetta è un “comunista” altrettanto abile nel cambiare casacche politiche, avendo militato in quasi tutti gli schieramenti di sinistra presenti sul suolo nazionale, approdando finalmente nel 2008 nel Partito Democratico, col quale guadagna una poltrona al Parlamento Europeo; oltre a questa abilità, presenta pure una spiccata capacità ad evitare attentati mafiosi, essendo riuscito a restarne indenne in almeno tre tentativi.

QUALE COALIZIONE SOSTIENE CROCETTA

Dicevamo prima, Crocetta si presenta nelle file del PD, partito che lo sostiene a Siracusa anche grazie alla presenza del Deputato Regionale Roberto De Benedictis. Partito che, in una strenua forma di accanimento terapeutico, ha tenuto oltremodo in vita il Governo Lombardo, salvo poi lasciare rumorosamente la nave (quasi a volersi far notare) quando questa stava affondando. Adesso il partito si ripresenta alle elezioni con un’opera di restyling politico che lo fa apparire bello e luccicante e lontano da quelle torbide acque contaminate di mafia in cui ha sguazzato l’ex Presidente Lombardo.

Inoltre è sostenuto dal Sindaco dimissionario di Ragusa Nello Di Pasquale e dal movimento da lui fondato “Sicilia e Territorio” che, dopo aver flirtato con il movimento di Zamparini ed il Movimento dei Forconi, decide di rompere con quest’ultimo e di appoggiare, appunto, Crocetta, suscitando le ire del PD ragusano.

A questo punto, però, si incrociano le strade di Nello Di Pasquale, Paolo Amenta, le politiche territoriali e le posizioni di Roberto De Benedictis che, al momento dell’approvazione del progetto Ibla sulla riqualificazione del centro storico di Ragusa, così commentò la notizia da Deputato Regionale: “la somma destinata ad Ibla è uguale a quella di tutti gli asili nido della Regione”; quasi un atto di ostilità verso un Sindaco che ha smosso mari e monti per ottenere dei fondi da destinare alla riqualificazione della propria città. Allora come conviveranno, eventualmente, due personaggi a forte vocazione territoriale come Di Pasquale e Amenta con un compagno di coalizione, De Benedictis, che ha assunto tali posizioni?

A questo bisogna aggiungere l’appoggio dell’UDC di Pierferdinando Casini, politico che ancora si dichiara vicino all’ex Presidente Cuffaro, attualmente detenuto perchè condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra.

E A PROPOSITO DI LOTTA ALLA MAFIA…

Crocetta è stato Sindaco di Gela e viene ricordato come Sindaco antimafia e, come detto sopra, è già riuscito a scampare a diversi attentati alla sua persona. Inoltre, nella sua esperienza di Deputato Europeo, è stato anche nominato vicepresidente della Commissione speciale antimafia.

Sulla scorta di quest’aura di antimafioso, Crocetta ha dichiarato che non ammetterà nelle proprie liste degli indagati per mafia; solo che, nel frattempo, a Palermo è candidato nelle file del PD tale Francesco Riggio, avvistato in questi giorni in compagnia di Gaspare Vitrano, parlamentare uscente attualmente sotto processo per tangenti. Un sodalizio inopportuno per chi vuole apparire trasparente e che lascia notevoli dubbi circa la trasparenza con cui si stanno facendo le liste in questa tornata elettorale. Inoltre Riggio ha una spiacevole omonimia (non ci è dato sapere se sia solo tale o vi siano parentele effettive) con Vito Riggio, personaggio poco chiaro, il cui nome compare nella lista Anemone.

GRAN FINALE

In tutto questo pastrocchio di inciuci, posizioni dissidenti, cambi di bandiera e personaggi poco chiari, cosa c’entra un Sindaco che predica un modo nuovo di fare politica, vicino alla gente e lontano dai giochi di palazzo?

I casi sono due: o il Sindaco Amenta è talmente ingenuo da non notare come la coalizione che sostiene diverga dalle sue parole e dal suo concetto di politica, oppure siamo di fronte all’ennesimo politico scaltro che gioca bene con le parole ma che si muove come quelli che dice di condannare.

Agli elettori, comunque, l’ardua sentenza.

Andrea Uccello

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2 pensieri su “Il Sindaco Regionale: un transformer fra i transformer

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