Prove pratiche di Rivoluzione Culturale


Primo livello

Il primo livello è il più semplice, (come in tutti i giochi), tuttavia è una fase del gioco, che tiene conto fortemente di variabili esterne, la più importante è “l’auto dell’Amministrazione“. Tuttavia  da eventuali difficoltà nell’ottenere questo aiuto, dovuto alla pratica “orecchio da mercante“, il gioco stesso, ad un certo punto, concede automaticamente l’alternativa del “ Piano B “, più irto, pieno di insidie: “L’alternativa rivoluzionaria“.

La merce dello scambio: La Cultura 

Ritengo che Canicattini ha un record da inserire nel guinness dei primati: il più alto rapporto mondiale, numero di Associazioni di qualità / Numero degli abitanti. Anche nel caso in cui non fosse un record, poco importa, è un dato sostanziale, visibile ad occhio nudo.
Qui, in questo punto dell’analisi, si fa largo fortemente e con grande ardore una riflessione. Per molti, la presenza di associazioni, costituite da giovani e meno giovani, con l’innata passione di “fare fistini a tinchitè“ è considerata un passatempo raccapricciante, una sorta di gioco, divertimento, quasi meglio che non ci fossero, o comunque essendo catalogati nella sfera del divertimento, è qualcosa che appartiene “e carusi“, giammai un fatto sociale, ma solo “ca si passinu u tiempu“, proprio a voler dire, e lo dicono “iucati a mentri ca siti carusi, tiempu uostru eni“.
Invece da sempre la nostra peculiarità è l’associazionismo, aggiungerei “selvaggio“. Esso rappresenta, o dovrebbe, il vero punto di forza di Canicattini e dei Canicattinesi. Su questo dobbiamo puntare, farlo assurgere ad un fatto di unicità eccezionale, al mondo, perché tale è.

La proposta, diretta ovviamente all’Amministrazione Culturale, pardon Comunale, è la seguente:

Il Comune deve abbandonare la pretesa di organizzare eventi, di qualsiasi genere, per due ordini di ragioni: il rischio di creare figli e figliastri, un rischio attuale, e si verifica tutti i giorni, e soprattutto, perché spesso la presunzione, figlia dell’ignoranza comporta errori, che chi si occupa per passione, o in alcuni casi per professione, non può commettere. La politica in generale, questo non riguarda solo Canicattini, è attenta alla città solo a fini elettoral-propagandistici.

Molti giovani canicattinesi, “bravi“ e forse un po’ timidi, sono assolutamente esclusi dalla vita sociale e culturale. Altri, pochi, “bravi“ e sfacciati, sono assolutamente inseriti nella vita sociale e culturale. (Questo è il gradino più alto, della campata tranquilla, caratterizzato dallo stato psichico dell’ansia).

Esiste una sola soluzione a questo problema, perché di fatto è un problema, direi il principale dei problemi, l’elemento primario che determina, quella famosa arretratezza culturale:
l’amministrazione dovrebbe esclusivamente porre in essere le condizioni essenziali per garantire l’esercizio della Cultura. Non essa stessa essere agente Culturale. Questo si può realizzare in un Comune, piccolo, come il nostro.

Quindi, il Comune dovrebbe farsi promotore, della creazione di una sorta di associazione delle associazioni. Una comunità delle associazioni che si occupano di cultura, territorio, musica, teatro, arte e tradizioni, sport e tempo libero, operanti nel comune di Canicattini Bagni.

Una consulta di natura Comunale, con la partecipazione di un responsabile dell’amministrazione, e con la presenza nel consiglio di tutti i rappresentanti delle singole associazioni, quindi nessuna nomina politica, di fatto la politica si tira fuori dalla società, con lo scopo di sovrintendere e garantire.
Una Consulta che avrebbe il compito fondamentale di coordinare le attività, tutte le attività che si svolgono nel nostro Comune.

Un luogo di confronto, discussione, coordinamento ed organizzazione delle attività culturali, sostenendo i progetti delle singole associazioni, al fine di non essere, le stesse associazioni soltanto riempimento di programmi.
Creare di fatto una rete della cultura, quindi non manifestazioni a se stanti, ma inserite nell’ambito di una programmazione unica, un mosaico, che come tale, va visto nel suo insieme.

I suoi compiti dovranno essere quelli di organismo decisionale, ma soprattutto luogo di partecipazione e confronto tra le realtà culturali, artistiche, sportive, politiche, sociali e formative della città.

Cambiare si può, ma non si vuole. Non lo vuole l’Amministrazione, perché da questa situazione ne trae un vantaggio politico, non lo vogliono i cittadini, una parte perché ben inserita, l’altra attende l’inserimento, e qui nasce, proprio in questa sorte di competizione, la macchina della “demolition man city“, cioè la città della distruzione delle idei dei propri simili, ovvero l’attuazione pratica del “mors tua, vita mea“.
Inseriti e disinseriti, con questo sistema, potranno mostrare le proprie “produzioni“ ai “quattro amici“ di Canicattini Bagni, nient’altro che niente.

Cominciamo da qui, trattandosi di un tema caro a molti, diamoci dei valori culturali di riferimento e condivisi, poi potremmo passare all’economia ed allo sviluppo. Iniziamo condividendo la Cultura.

L’alternativa Rivoluzionaria

Il superamento di questo livello, con l’auto dell’amministrazione, è cosa fatta. Diamo tempo all’amministrazione di metabolizzare l’idea, fino a metà ottobre, altrimenti passeremo al Piano B: “L’alternativa Rivoluzionaria“, faremo a modo nostro, e li occorrono Super Eroi, un Dragon Ball di decimo livello, con una speciale “Onda Energetica“.

Paolo Giardina

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