CQuadro Guitar Works – Intervista a Corrado Carpinteri


Proseguiamo il nostro percorso di presentazione delle realtà creative esistenti nel territorio di Canicattini Bagni. Oggi facciamo quattro chiacchere con Corrado Carpinteri, liutaio e fondatore dell’azienda CQuadro Guitar Works, specializzata nella costruzione di chitarre e bassi elettrici artigianali.

Corrado in posa con uno degli esemplari di Red Special da lui prodotti

Corrado, come e quando è iniziata la passione per la liuteria?

La passione per la liuteria molto probabilmente, e inconsapevolmente, nasce grazie a Brian May, il chitarrista dei Queen.
Nel 2000 scopro i Queen, ritrovo infatti dei vecchi CD di mio fratello, tra cui “A Night at the Opera”, vengo attirato dalla copertina bianca e per puro caso scelgo la traccia numero 11 (per chi è fan dei Queen non c’è bisogno che dica il titolo della canzone)…fu amore al primo ascolto. Bohemian Rhapsody fu la prima canzone che imparai, e negli anni a seguire le imparai tutte, e neanche a dirlo collezionai tutto ciò che riuscivo a trovare sui Queen. Da bravo fan non potevo non sapere che Brian si era costruito la propria chitarra e forse questo ricordo fu quello che scatenò in me il sogno fatidico. Premetto che non credo assolutamente nei sogni, ma fine estate del 2005 sognai che mi ero costruito una chitarra e la felicità che avevo provato in quel sogno mi diede la spinta di fare delle ricerche sulla liuteria già dal mattino successivo. Mi misi in testa di voler costruire proprio la chitarra di Brian May, la Red Special, e da totale ignorante in materia di legno e di chitarre riuscii a creare, dopo svariati tentativi andati a vuoto, la prima Red Special funzionante (non priva di difetti estetici) nel 2008, dopo dieci giorni andai al concerto dei Queen a Milano, un anno da ricordare.

Dove hai imparato i rudimenti del mestiere?

Come ho detto prima, cominciai da subito a fare delle ricerche su internet riguardo l’arte della liuteria. Scoprii che vi erano dei forum creati da amanti della liuteria e liutai professionisti, nei quali si potevano trovare informazioni molto utili. Ho cominciato a studiare, e non smetto mai di farlo, la liuteria e tutto ciò che gira attorno ad essa. Ben presto mi resi conto però che la migliore scuola la si fa solo con la pratica, quando potevo quindi andavo nello scantinato di mio padre, appassionato di fai da te, e con la pochissima attrezzatura presente, facevo pratica su legni di scarto. I primi esperimenti furono finanziati dai miei genitori (non smetterò mai di ringraziarli per avermi dato la libertà di fare quello che sentivo fosse giusto per me), avrò fatto spendere loro un massimo di 200€, comprando la mia prima fresatrice e i primi materiali. Per il resto mi autofinanziavo vendendo su ebay solo le parti recuperabili dei primi esperimenti.

Quando ti sei reso conto che poteva diventare il tuo lavoro?

Fatta la prima chitarra capisci che sei stato ormai contagiato da questo bellissimo virus della liuteria, da quel punto non si torna più indietro. L’obiettivo allora era quello di perfezionarmi. Mi sono reso conto che poteva diventare il mio lavoro quando, guardandomi attorno, ho capito che la scelta migliore di questi giorni è quella di creare una attività propria, non è di sicuro la più facile, non mi avrebbe fatto diventare ricco, ma sicuramente mi avrebbe dato enormi soddisfazioni e la possibilità di rimanere nella mia terra e perché no, contribuire positivamente alla sua crescita per quel poco che posso…e così è stato. Da poco ho aperto la mia attività, la CQuadro Guitar Works, e sto ultimando i lavori al nuovo laboratorio, nel quale spero di trasferirmi il prima possibile.

Quanto lavoro c’è dietro ogni singola chitarra?

La quantità di lavoro è sempre enorme e dipende anche dal tipo di chitarra ovviamente, ma di certo c’è sempre un lavoro di grande fatica durante le prime fasi di lavorazione, e di estrema precisione e attenzione durante le fasi finali. Ogni singolo gesto può compromettere la qualità del prodotto finito, quindi è importantissimo prendersi tutto il tempo necessario per fare le cose nel modo migliore e con la massima calma. Purtroppo la mole di lavoro applicata su una chitarra viene spesso sottovalutata perché ci si limita a vedere il prodotto finito senza sforzarsi di capire quanta fatica è costata.

Chi sono i tuoi clienti? 

I miei clienti sono per lo più professionisti e semi-professionisti, ma ho avuto anche clienti non professionisti che hanno voluto farsi semplicemente un regalo di compleanno o di Natale.

Nonostante ciò, la mia politica è quella di non avere clienti di serie A o di serie B, li tratto tutti allo stesso modo e lavoro per loro con la massima serietà. Questo loro lo apprezzano e spesso decidono di farsi fare una seconda chitarra.

Nel contesto canicattinese, il tuo è un lavoro inusuale. Come reagisce la gente quando dici loro il lavoro che fai?

Tocchi un tasto dolente. I primi periodi sono stati parecchio frustranti per me, quando lo dicevo in giro la gente non capiva e spesso venivo deriso. Fortunatamente ho scoperto di avere un carattere forte, e se non lo avevo prima, sicuramente l’ho fortificato proprio in quei primi periodi. Sono riuscito a trarre la mia forza proprio da quelle prese in giro semplicemente impegnandomi al massimo e dimostrare ciò che valevo. Vedere poi le facce esterrefatte delle stesse persone alla vista di alcune delle mie creazioni, beh, non esistono soddisfazioni più grandi…adesso alcuni di loro sono tra i miei più grandi sostenitori.

Che tipo di sostegno hai avuto da istituzioni ed istituti di credito per avviare la tua attività?

Nessuno. Solo porte chiuse in faccia e promesse mai mantenute. E’ triste dirlo ma in questo periodo il vero problema non è la crisi economica ma la crisi dei valori. L’Italia è stata sempre apprezzata in tutto il mondo per il suo altissimo livello di artigianato. Il “Made in Italy” c’è stato invidiato da tutti ma siamo noi stessi che non riusciamo a capire quanto valiamo. Nonostante tutto sono riuscito, con enormi sforzi, ad aprire la mia attività e di questo sarò grato unicamente ai miei genitori, in particolare a mio padre, che per aiutarmi nei lavori di ristrutturazione del mio nuovo laboratorio, ha trascurato la sua salute. Inoltre, un immenso grazie va alla mia ragazza per il supporto morale, che mi aiuta ad affrontare i momenti difficili, che inevitabilmente capita di attraversare. Motivi in più che mi spingono a migliorare.

Il tuo bacino di utenza è locale o sei riuscito ad uscire fuori dall’ambito canicattinese?

Il mio bacino di utenza è piuttosto ampio attualmente, nel 2012 sono riuscito ad arrivare in Russia e negli USA con le mie chitarre. Ma ho venduto anche in Germania, Inghilterra, Olanda, Francia, Spagna, Portogallo e in tutta Italia. Con rammarico però devo ammettere che non ho venduto neanche uno strumento nel canicattinese, e di questo me ne dispiaccio. Spero in un futuro non troppo lontano di avere anche un cliente che sia mio compaesano.

Che peso hanno internet ed i social network nella promozione della tua azienda? E quale i canali tradizionali (giornali, tv, radio e fiere)?

Alcune chitarre in fase di lavorazione

Internet ha un ruolo fondamentale nel mio lavoro. Infatti mi consente di non avere confini e di ricevere ordini da tutte le parti del mondo in tempo reale. Facebook e i vari social network sono una vetrina che entra nelle case di tutti. Youtube mi aiuta a far sentire come suonano le mie chitarre. Il mio sito internet consente di avere tutte le informazioni sui miei modelli e come contattarmi. Insomma, senza internet non potrei lavorare.
Per il resto tutti i media aiutano a raggiungere quante più persone possibili, le quali potranno essere potenziali clienti, ma più di tutti le fiere di liuteria hanno un impatto maggiore perché le persone hanno la possibilità di provare concretamente gli strumenti e sentire dal vero come suonano.

Il tuo cavallo di battaglia è sicuramente la replica della Red Special, la celeberrima chitarra che Brian May (il chitarrista dei Queen) si costruì da solo. Ma lui lo sa che gli “copi” le chitarre?

Non ne ho la certezza matematica, ma so che molto presto ne proverà una…e lo so perché gliene ho spedita una. Non commetto comunque nessun reato poiché la Red Special è un esemplare unico e non è mai stata protetta da copyright per volontà di Brian stesso. È eticamente giusto comunque avere il suo benestare.

Oltre alla Red Special, quanti modelli sono presenti nel tuo catalogo? E sono tutte repliche di chitarre famose o ci sono anche tuoi progetti originali?

Tutte le altre chitarre sono frutto di miei progetti originali e di rivisitazioni dei modelli tradizionali ai quali ho apportato delle modifiche al design, atte a migliorarne l’ergonomia e dando loro una connotazione più moderna.
Onestamente non mi piace copiare, lo faccio solo se me lo chiede un cliente e con la Red Special di Brian May per due motivi: perché è il mio chitarrista preferito e perché la Red Special non è chitarra nata per essere fabbricata in serie. La Red Special è unica. Il prossimo anno compirà 50 anni ed è ancora in piena attività !

Un’ultima domanda: consiglieresti ad un giovane di intraprendere un mestiere simile?

Consiglierei a chiunque abbia delle passioni di coltivarle e pensare seriamente di aprire una attività in proprio. Molto probabilmente non diventerete ricchi ma avrete enormi soddisfazioni che vi faranno dimenticare momenti difficili sempre con il sorriso in bocca.

Per contattare Corrado è possibile cliccare sul sito internet http://www.cquadroguitarworks.com/ e sulla pagina facebook della CQuadro Guitar Works https://www.facebook.com/pages/Cquadro-Guitar-Works/125786580805581

Andrea Uccello

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