Commemorazioni per il ventennale delle stragi del ’92: tante soddisfazioni e qualche piccolo sassolino da togliere dalle scarpe


Mi accingo a scrivere sull’argomento solo dopo diversi giorni perchè la rabbia mi avrebbe fatto dimenticare delle tante cose belle che le manifestazioni della settimana scorsa mi hanno lasciato.

Innanzitutto è stato bello vedere che il tema dell’antimafia abbia caratterizzato Canicattini per quasi una settimana intera, che a parlarne siano stati personaggi autorevoli e che ci sia stata una buona risposta da parte del pubblico. Mi ha reso, soprattutto, particolarmente felice vedere una così nutrita partecipazione da parte dei giovanissimi alle attività del giovedì pomeriggio: si è tentato di piantare un seme di una pianta fondamentale per il nostro futuro e, spero, che l’entusiasmo registrato corrisponda ad un terreno molto fertile, che un giorno possa dare frutti.

Inoltre, si dice che Canicattini sia un covo di invidiosi, ognuno geloso del proprio orticello, eppure si è vista la collaborazione di molti soggetti variamente assortiti (da associazioni fortemente diverse per natura a singoli cittadini a cui il tema sta a cuore) senza che nessuno cercasse di mettersi in mostra e fare da “primadonna”. L’unione ha fatto la forza ed è stata una gioia constatarlo.

Purtroppo, però, anche in un simile contesto positivo non sono mancate le note dolenti.

Parto da “Librinpiazza”, che mi vedeva coinvolto come blogger della manifestazione e che poteva contare sull’illustre presenza del magistrato Antonio Ingroia, il quale poteva offrirci un ricordo diretto dei giudici Falcone e Borsellino, raccontarci con dovizia di particolari cosa è la mafia e cosa l’antimafia, affrontare con piena cognizione di causa quella zona oscura del Paese in cui politica e criminalità organizzata si toccano, si annusano e, talvolta, si fondono. Purtroppo, però, la presenza dell’on. Granata, con la complicità del moderatore Aldo Mantineo, ha cambiato le carte in tavola. L’uomo politico, infatti, strumentalizzando la presenza del magistrato e sfruttando gli assist complici del moderatore del dibattito, ha completamente dimenticato il suo ruolo di vice Presidente della Commissione d’Inchiesta sul Fenomeno della Criminalità Organizzata Mafiosa o Similare e si è catapultato in quello che è stato solo un antipasto di campagna elettorale per le prossime Regionali, ergendosi a paladino di una mentalità antimafiosa che possa emancipare la Sicilia (dimenticando di essere stato per anni alleato di un certo Silvio Berlusconi e che certo da questi non si è divincolato per i suoi procedimenti giudiziari legati alla criminalità organizzata), non lesinando lodi al Sindaco Paolo Amenta, anche lui in odor di candidatura per le suddette elezioni. Il tutto, mentre il sottoscritto (avvicinato da esponenti dell’attuale maggioranza in Comune) doveva raccontare ciò che avveniva sul palco (omettendo le proprie opinioni) nella pagina della manifestazione.

Inoltre, nonostante l’aver sottolineato che la mia presenza serviva da tramite fra gli ospiti sul palco ed il pubblico, in tutta la serata è stato dato spazio ad una sola domanda fra quelle pervenute alla pagina facebook, domanda alla quale non è stata nemmeno data l’opportunità al dott. Ingroia di rispondere.

Francamente, pur considerandomi un “cane cattivo”, in quest’occasione mi sono sentito un barboncino con la museruola, impossibilitato a seguire l’evento secondo il mio personale stile e in qualche modo “allineato” agli interessi politici espressi nella serata. Ho promesso a me stesso che una cosa del genere non accadrà mai più, quindo non posso dire se vi sarà qualcuno sul palco a raccontare su facebook cosa accadrà nei prossimi appuntamenti di “Librinpiazza”, ma posso dire con certezza che quella persona non sarò io.

A scanso di equivoci, non mi permetto di dire che sia stata responsabilità dell’Amministrazione, sul palco vi era un giornalista a moderare ed era sua responsabilità l’andamento del dibattito, ciò non toglie che mi sia sentito un complemento d’arredo e la cosa non mi è piaciuta affatto.

Quel che posso rimproverare all’attuale maggioranza comunale è di essere stata presente in massa durante l’appuntamento da loro organizzato, mentre per le serate organizzate da esponenti della società civile nè il Sindaco nè tantomeno diversi assessori e consiglieri hanno voluto degnare gli organizzatori (fra i quali, in modestissima parte, io stesso) della loro presenza, come giustamente ha fatto notare Alfredo Cretto ai microfoni della testata on line Iblon (il filmato è in fondo all’articolo).

La mia amarezza deriva dal fatto che, in contesti di fondamentale importanza come quello della lotta alla mafia ed alla mentalità mafiosa, ambiguità e giochetti politici andrebbero evitati assolutamente. Così non mi è parso che sia stato e non è stato bello da vedere.

Andrea Uccello

Video Interviste – “Nati il 19 luglio”, Canicattini Bagni, 17-18-19 luglio 2012 from Mario Matarazzo on Vimeo.

Annunci

3 pensieri su “Commemorazioni per il ventennale delle stragi del ’92: tante soddisfazioni e qualche piccolo sassolino da togliere dalle scarpe

  1. Andrea innanzi tutto complimenti per l’articolo!
    Ora che si sono spenti i riflettori e si può tracciare un bilancio freddo e oggettivo dell’evento, vengono al pettine nodi difficili da districare e rospi troppo grossi da ingoiare (nonostante decisamente viscidi). Sono d’accordo quando scrivi che non vorrai prendere parte ad un evento analogo in futuro, per via del trattamento riservato.. ed è uno stato d’animo che condivido. Si sono spese parole nobili su quel palco, che si solleva dall’ipocrisia, solo per quei pochi centimetri di scaletta, e quando si torna giù tutto è come prima. Se non peggio!
    Durante una conversazione amichevole, mi è stato suggerito di “non aizzare” (cito testualmente) gli animi dei ragazzi (i partecipanti) incoraggiandoli a esprimere il loro scoramento, ma mi sembra chiaro che il malcontento sia generale e tangibile, senza bisogno di istigazioni esterne.
    Parafrasando i compianti magistrati: “ci hanno lasciati soli” e il paradosso è che la nostra forza – e la riuscita dell’evento – risiede proprio in questo. Ma è giusto anche essere indignati: perché parlare di sani principi e poi lamentarsi senza reagire, neutralizza il messaggio della manifestazione e di ciò che da Borsellino e Falcone abbiamo ereditato.
    Si è vero: forse molte sedie riservate in prima fila, erano occupate dai culi sbagliati, ma se guardiamo il rovescio della medaglia, in fondo era meglio così. Almeno quelli c’erano, erano lì perché ci credevano e per questo, dobbiamo tutti essergli grati!
    Del resto.. “Libertà (non) è partecipazione”

  2. Pingback: Il Sindaco Regionale: un transformer fra i transformer «

Lascia un commento firmandoti con nome e cognome. I commenti sotto pseudonimo non saranno approvati

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...