Una storia realmente accaduta


Questa è una storia realmente accaduta, ma di cui non si parla.

… un piccolo comune, non è dato sapere la sua esatta ubicazione geografica, in un periodo della sua storia, neppure qui ci sono certezze, aveva un Sindaco ed un’amministrazione molto attenta a quello che accadeva all’interno della città, e fortemente intenzionata a valorizzare tutte le risorse della città.

Questa amministrazione si occupava della valorizzazione di queste risorse, attraverso una serie di scelte con l’obbiettivo di garantire l’assistenza e il benessere dei cittadini, modificando in modo puntuale e mirato la distribuzione non solo dei redditi, ma anche delle conoscenze e del sapere. Insomma talmente si concepì la cultura come pezzo di pane, che anziché istituire un assessorato alla cultura fu creato un assessorato al Welfare che si occupava, appunto, di sostenere gli individui meno abbienti dal punto di vista alimentare, delle conoscenze e del sapere. Quindi elargiva un “ tozzo di pane “ a tutti, nessuno veniva escluso da questa distribuzione di risorse, e tutti come dei piccioncini affamati, di fame e di conoscenze, lì, nell’attesa di accaparrarsi la propria “ ciotolina “ quotidiana, per mangiare, per sapere e per “ campare tranquilli “.

Tutti i cittadini erano soddisfatti, perché a nessuno di loro veniva negato niente, bastava chiedere, nelle forme più disparte, per ottenere. Che bravi, che belli, insomma un Comune fuori dal comune. Tutti volevano vivere in quel piccolo paese, diventò un importante centro turistico, e tutti gli abitanti del mondo, almeno una volta nella loro vita fecero visita a quel piccolo paese.

Quelle poche e sparute persone, che criticavano quella amministrazione, autonomamente, vennero considerati “ invidiosi “ e incapaci di aver raggiunto l’uva e per questo la definivano acida. Per cui nessuno ebbe la forza e il coraggio di criticarla, a meno che non fosse inserito nell’involucro ( con targa ) degli “ oppositori “ distruttori dello stato di Welfare.

E vissero tutti felici e contenti.

N.B. – Questa storia non l’ho scritta io, si può trovare nel libro “ Le favole della nonna “ edito da “ Le fiabe editore “, e fa parte della raccolta “ Il paese delle Meraviglie “.

 

Paolo Giardina

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