Blog, blogger e bufale


Oggi prendo spunto da una vicenda che non ha niente a che fare con la vita canicattinese e che riguarda l’onorevole Binetti, alla quale un blog ha attribuito delle frasi “poco edificanti” ma prive di attendibilità.

Il problema che si pone è che chiunque possa scrivere su un blog e trovare il suo seguito; questo vuol dire anche che ad avere accesso a delle nuove fonti di informazione siano delle persone superficiali o in cattiva fede, che con le loro parole possono arrecare dei seri danni di immagine a persone di cui parlano nei loro post.

Anche se può sembrare contraddittorio, perchè scrivo su un blog e dovrei difendere la categoria, vorrei ricordare a tutti coloro che abitualmente leggono i contenuti di questo spazio virtuale che non bisogna mai prendere per oro colato tutto quello che si legge in rete, ivi compreso questo stesso blog, e mantenere sempre vivo il proprio spirito critico di fronte ad ogni notizia appresa.

Chiunque scriva qui, primo fra tutti il sottoscritto, può commettere errori e rischiare di ledere all’immagine del prossimo ed è dovere morale di chi legge evidenziare le inesattezze e chiedere che si renda giustizia a quelle persone a cui è stato fatto un torto.

Purtroppo è tipico, nell’animo umano, il sopravvenire di un certo “delirio d’onnipotenza” non appena si raggiunge un certo seguito, un fuoco che possono spegnere le stesse persone che lo hanno involontariamente acceso.

Siate i nostri cani da guardia e mordeteci, quando si rende necessario. Rendereste un servizio al blog, a Canicattini e ai canicattinesi.

Andrea Uccello

PS: qui di seguito copio e incollo un bell’articolo sulla vicenda della Binetti, che rende bene l’idea dell’arroganza che alcuni blogger possono raggiungere (l’articolo originale è visualizzabile qui)

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Non sono un gran lettore di blog ma ogni tanto mi capita di cliccare il ‘Freshly pressed’ di WordPress. L’ho fatto ieri e ho avuto occasione di assistere quasi in diretta ad un fenomeno interessante e preoccupante. Uno spettacolo che fa pensare al circo Barnum, con tutti i suoi ammennicoli di mummie di sirene, scheletri di personaggi famosi e altre bufale assortite.

Succede che un blog che vanta oltre un milione di visitatori riferisce, senza citare le fonti, che la senatrice Binetti

Oggi ha superato se stessa  dichiarandosi contraria alla terapia del dolore per i bambini pazienti oncologici, “perché è giusto che anche loro portino la croce di Gesù”

e condisce la notizia con apprezzamenti come

poca salute mentale della senatrice chiaramente affetta da schizofrenia di tipo paranoide

questa seguace della massoneria cattolica, insiste nel voler essere un ennesimo cilicio per questo Paese

dobbiamo chiederci a chi si debba l’elezione di questo avanzo di manicomio

Ben presto cominciano ad accumularsi commenti di lettori che chiedono insistentemente e ripetutamente le fonti, ma l’autore (non si può sapere quale sia tra gli otto firmatari del blog, che è collettivo) latita, non risponde.

Altri blog, come questo e questo ad esempio, riprendono la notizia citando il primo come fonte.

Nel frattempo qualcuno avverte la Binetti, che pubblica una smentita su Facebook.

Molti dei blog che avevano ripreso la notizia si rendono conto di essere incorsi in qualcosa che probabilmente è più grave di una semplice figuraccia e doverosamente rettificano, arrivando però in un caso a suggerire che la notizia falsa sia stata diffusa ad arte:

Non sono una complottista ma un comportamento così becero farebbe quasi pensare ad un’azione che avesse proprio questo come scopo.

Il primo blog, invece, continua tuttora a tacere. Anzi, come nulla fosse gli autori continuano ad inserire nuovi articoli, su altri argomenti.

Non nutrivo simpatie per la Binetti, come non ne nutro per tutto ciò che odora anche lontanamente di integralismo. In questo contesto, però, le spettano la simpatia che suscitano le vittime e il riconoscimento che la sua reazione è stata – finora – misurata e signorile.

C’è una morale? Sì, ma non è una novita, anche se vale la pena ribadirla. Ci siamo abituati a guardare con sospetto le notizie pubblicate su carta stampata. Purtroppo, invece, per molti tutto il pattume che si recupera in rete è oro colato. Insomma i nuovimedia non hanno sconfitto la creduloneria: l’hanno solo spostata.

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