Appunti sparsi sul primo consiglio comunale bis


Nonostante i buoni propositi, le immagini della seconda serata di consiglio comunale, tenutasi lo scorso 24 maggio, non sono disponibili per la richiesta fatta dal consigliere Pietro Savarino di non permettere di effettuare nè riprese video nè fotografie a chi non è autorizzato. Per carità, niente di male e nessuna polemica al riguardo, non disponevo dell’autorizzazione e ostinarmi a voler filmare la seduta sarebbe stata una stupida ed inutile provocazione, quindi mi sono adeguato alla richiesta.

Successivamente al consiglio comunale, alcune persone mi hanno spiegato che vi è il timore che montaggi ad arte dei filmati potrebbero essere strumentalizzati a favore dell’una o dell’altra parte. Ho la presunzione di ritenere che questo timore non fosse riferito all’opera del sottoscritto, vista la mia storia e visto il fatto che sia membri della maggioranza che dell’opposizione mi conoscono molto bene e sanno che non è nelle mie corde giocare sporco. Presumo che si sia voluto evitare un precedente che desse l’eventuale via libera a persone in cattiva fede. Poco male, dalla prossima volta richiederò tutte le autorizzazioni del caso e cercherò di fornire ai canicattinesi questo servizio (che, è bene ricordarlo, fornisco in via assolutamente gratuita, senza nemmeno raccatarci un rimborso per le spese che sostengo), in attesa che venga regolamentato in via istituzionale.

Chiuso l’argomento riprese video, passiamo ad alcune riflessioni personali emerse durante le due serate.

E veniamo al primo punto, che è anche quello che ha fatto saltare la prima seduta ed ha costretto il consiglio ad espletare delle formalità solo 24 ore dopo: le dimissioni anticipate di tre consiglieri di maggioranza, due dei quali passati a fare l’assessore. Posto che per le dimissioni del consigliere Giancarlo Uccello mi sono già espresso, per le dimissioni dei consiglieri nominati assessore la questione è diversa. Infatti, alle preoccupazioni dell’opposizione (per bocca del consigliere Trapani) circa l’aggravio di costi dovuto all’aver nominato altri due consiglieri in surroga dei neoassessori, il sindaco si è limitato a rispondere che tale aggravio non ci sarebbe stato perchè, se gli assessori avessero mantenuto la carica di consigliere, avrebbero continuato a percepire il gettone di presenza dovuto, oltre all’indennità della carica di assessore. Quel che mi stupisce è che nessuno, nè fra la maggioranza, nè fra l’opposizione, abbia citato l’art. 32 dello statuto comunale, pubblicato ad inizio 2010 e subentrato in vigore in questa legislatura, che dice testualmente

Inoltre la carica di assessore è incompatibile:

1) con la carica di consigliere comunale”.

Possibile che nessuno dei nostri amministratori si sia preso la briga di leggere lo statuto che ne regolerà l’attività amministrativa? La cosa mi sembra un tantino grave…

Una cosa di cui proprio non ho capito l’utilità è stata la manfrina della maggioranza nell’elezione del vice presidente del consiglio. Per l’elezione del presidente, l’opposizione ha chiesto se la maggioranza potesse dichiarare, prima del voto, il consigliere che avevano individuato ed è stato loro risposto che avrebbero votato per il consigliere Nino Zocco, cosa poi puntualmente avvenuta. Alla stessa richiesta per il suo vice, i consiglieri di maggioranza hanno risposto di non aver fatto una scelta ben precisa e che si rimettevano all’esito del voto, anche se poi hanno votato compatti per il consigliere Fabrizio Cultrera. Quel che non capisco è che senso abbia avuto questo duplice atteggiamento, era legittimo non dare nessuna indicazione in entrambi i casi ma si sono avuti due comportamenti differenti. Un simile atteggiamento, a mio avviso, rischia di gettare benzina sul fuoco nei rapporti fra i due gruppi consiliari, forse era meglio evitare e stemperare i toni. Anche perchè il sindaco, dopo il giuramento, si è detto disponibile al dialogo con la minoranza ed aperto alle loro proposte, quindi un atteggiamento più trasparente e collaborativo sarebbe stato di tutt’altra coerenza.

Infine, il consigliere Trapani ha chiesto al sindaco se la delega al bilancio non poteva essere affidata all’assessore Marilena Miceli, risparmiando così sul consulente esterno; il sindaco, da parte sua, si è impegnato a valutare attentamente ogni possibilità di riduzione dei costi per consulenze esterne, sebbene abbia voluto rimarcare come l’attuale congiuntura politico-economica richieda spiccate competenze specialistiche in materie economiche per la riorganizzazione dell’economia comunale.

In definitiva, l’impressione che mi sono fatto da questa due giorni consiliare è che ci attendono 5 anni difficili, dove sarà prevedibile un forte scontro fra i due gruppi consiliari, viste le scaramucce per quelle che erano semplici formalità di rito.

Per il bene della nostra comunità, spero tanto di sbagliarmi.

Per concludere, spero che la cittadinanza raccolga l’invito finale del presidente del consiglio, affinchè segua numerosa il lavoro della propria amministrazione e che mantenga vivo l’interesse mostrato durante la campagna elettorale ed in questi primi due appuntamenti in aula consiliare.

Andrea Uccello

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8 pensieri su “Appunti sparsi sul primo consiglio comunale bis

  1. Andrea, tu scrivi: ” il sindaco, …si è impegnato a valutare attentamente ogni possibilità di riduzione dei costi per consulenze esterne…” Mi chiedo e ti chiedo ma le parole del Sindaco come si conciliano con l’incarico di oggi all’addetto stampa, mi pare con aumento dell’indennità. Se gli incarichi sono soltanto due quelli che può dare, Voglio dire ma dove vuole risparmiare, forse nel fatto che non può esserci un terzo incarico per legge?

  2. Probabilmente l’articolo 32 non è stato citato da entrambi i membri dell’opposizione e maggioranza per non far sapere al pubblico della sua esistenza, per non creare precedenti, ammeso che qualcuno di loro sapeva, ma al di là dell’esistenza di questo articolo, sarebbe stata la conlcusione più logica, ma invece si sono usati altri argomenti al quanto contorti. Questo negoziare carichi in modo non tacito comunque ha lasciato un po desiderare, anche se poi alla fine credo che bene o male si sappese prima chi andava a fare cosa.

  3. Penso che l’articolo in questione non sia stato citato poichè superato dalla nuova legge regionale, che nella gerarchia delle fonti è principale.

    • Così mi è stato detto anche da fonti dell’amministrazione.
      Mi piacerebbe sentire il parere di un esperto in materia, però i miei ricordi di diritto mi dicono che la gerarchia principale vale quando due leggi sono in contrasto fra di loro.
      In questo caso non c’è nessun contrasto, la legge regionale permette una certa compatibilità fra la carica di assessore e quella di consigliere, lo statuto comunale rinuncia a tale possibilità.
      Però la questione è interessante, sarebbe carino sentire il parere di un giurista.
      Andrea Uccello

  4. La legge regionale n. 6/2011 ha soppresso l’ipotesi di incompatibilità fra la carica di consigliere comunale e quella di assessore, già prevista dalla legge regionale n. 7/1992. Essendo una fonte di rango superiore, la legge prevale automaticamente sullo statuto comunale, il cui art. 32 deve considerarsi abrogato per sopravvenuta incompatibilità. Vorrei aggiungere una cosa: non è necessario essere “giuristi” per darsi o dare certe risposte, è sufficiente documentarsi in modo completo, soprattutto quando per effetto di una insufficiente documentazione si fanno dire e pensare agli altri cose che gli altri mai si sarebbero sognati di dire o pensare.

    • Gentile Dott.ssa Greco, come avrà letto dai miei commenti precedenti, sono ben al corrente della Legge Regionale 6/2011 e rimango del mio avviso per una serie di motivi che le vado ad esporre. Se spero nell’intervento di un giurista è perchè, pur avendo sostenuto un esame di diritto durante i miei studi universitari, non ho la presunzione di fingermi esperto in un campo non mio.
      Per quanto ne so, una legge va ad abrogarne un’altra precedente di pari rango che legiferi sullo stesso argomento. Ergo, la L.R. 6/2011 va a far decadere delle norme contenute nella L.R. 7/1992 e, nella nostra fattispecie, l’assoluta incompatibilità fra la carica di consigliere e quella di assessore, compatibilità adesso concessa alla metà degli assessori nominabili (nel nostro caso 2).
      La gerarchia fra le leggi entra in gioco quando una legge di rango inferiore (nel nostro caso lo statuto comunale, pubblicato nella G.U. della Regione Siciliana il 29 gennaio 2010 ed entrato in vigore in questa legislatura) contrasta apertamente con una legge di rango superiore, come è una Legge Regionale.
      In questo caso, però, non vi sono contrasti, la L.R. permette (ma non obbliga mica) la compatibilità di carica, il Comune di Canicattini Bagni ha deciso di restringersi tale possibilità. Quel che dice lei, sull’abrogazione dell’art. 32, sarebbe sicuramente valso in caso contrario, cioè quando nello statuto fosse stata ammessa tale compatibilità ed una sopravvenuta L.R. avesse reso inammissibile tale eventualità.
      Il suo intervento mi fa piacere e la leggo volentieri, quindi se volesse correggere degli eventuali errori nel mio ragionamento, si senta liberissima di farlo, avere dei riferimenti di legge che vanifichino le mie considerazioni mi porterebbero a rettificare immediatamente le mie parole.
      Cordiali saluti
      Andrea Uccello

  5. Pingback: Consiglio Comunale del 16 ottobre e videoriprese «

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