ANALISI DI UN VOTO


In prima istanza occorre complimentarsi con il Sindaco, ed augurargli il miglior lavoro possibile. E’ stato un risultato ampiamente atteso, ma anche eccezionale (nel senso di rarità ).

L’analisi di questo voto è estremamente semplice ed univoca. Un Sindaco riconfermato con un plebiscito vuol dire esclusivamente che la città sta dalla sua parte, senza se e senza ma.

Credo che ogni tipo di analisi, più o meno approfondita, tenderebbe solo a sminuire  un risultato oserei dire “ cristallino “ e far scemare nel ridicolo chi la propone.

Nel comizio di ieri sera, quello di ringraziamento, il Sindaco ha fatto un discorso senz’altro di alto profilo, ha parlato di maggioranza e di opposizione ha assunto degli impegni precisi nei confronti della città. Tuttavia mi è parso un discorso molto simile a quello di ringraziamento di cinque anni fa. Dove esaltò il ruolo dell’opposizione ed assunse l’impegno di essere il Sindaco dell’intera città. Ieri ha detto qualcosa in più ha sostenuto che nella politica il ruolo dell’opposizione è fondamentale per la città ma anche per l’azione politica del Sindaco. Non è questa un’affermazione scontata, se è vero come è vero che per cinque anni ha potuto amministrare Canicattini senza alcuna opposizione, e se la città per cinque anni non ha potuto conoscere un punto di vista diverso da quello del Sindaco, sia sotto l’aspetto politico, sia amministrativo.

Per cinque anni i canicattinesi, hanno conosciuto soltanto il punto di vista del Sindaco, solo per quindici giorni ( campagna elettorale ), hanno potuto ascoltare una controparte, un giudizio nel merito dell’azione del primo cittadino. Personalmente non ho visto nessun attacco personale, è mancata la proposta politica, questo si, concretizzata soltanto nella riduzione dei costi della politica, ma non credo che ci sia stata una campagna elettorale di basso profilo perché basata su attacchi personali. Anzi sono stati attacchi sterili, quasi fine a se stessi.

 

Personalmente avrei posto due domande al Sindaco:

  1. Ma il nuovo modello politico, quello in cui ci sediamo tutti attorno ad un tavolo per decidere, sarebbe stato tale anche nel caso in cui lei non fosse stato eletto Sindaco?
  2. Cosa c’è di nuovo nel mischiare la politica con l’amministrazione? Chi ottiene più voti fa l’assessore, è una regola vecchia quanto la politica, ma su questi temi mi sono da sempre espresso quindi non desidero dilungarmi.

 

In conclusione la città ha eletto un Sindaco e la sua opposizione; il Sindaco va sfidato e messo alla prova sul suo terreno. Il Sindaco svolge la sua azione di primo cittadino, da solo o insieme alla sua giunta, questo dipende dal tipo di collaboratori che si sceglierà ( ma qui la strada è tracciata, purtroppo, a quanto pare da solo, i suoi collaboratori rimangono espressione del suo ambito ) ed a differenza dei cinque anni precedenti, ( speriamo ) l’opposizione ci farà conoscere il suo punto di vista, che deve essere diverso da quello del Sindaco, sotto l’aspetto amministrativo. Questo indipendentemente dal nuovo modello politico, perché se il nuovo modello politico deve servire ancora una volta e per altri cinque anni a nascondere alla città tutto quello che accade oppure a far conoscere solo una versione dei “ fatti “, le promesse del sindaco nel comizio di chiusura saranno disattese e sarà un ulteriore delusione.

 

In ultimo c’è un terzo elemento, perché la politica ha tre componenti e non due: La maggioranza ( leggi Sindaco ), l’opposizione e soprattutto la città, che troppo spesso rimane ai margini di tutto sia dell’azione politica sia di quella amministrativa, anche perché nel nuovo modello del Sindaco, come in quello vecchio esiste la convinzione che la politica sia ricoprire ruoli istituzionali. Non è cosi, la politica si può e si deve fare da semplici cittadini, soprattutto nel rispetto dei ruoli, e la vita politica di una città matura non ha una durata limitata alla campagna elettorale.

 

Canicattini ha il suo Sindaco e dovrà avere la sua opposizione, ma soprattutto deve costruire se stessa, anche alla luce del comizio di ieri sera, per non consentire né a questo Sindaco né a nessun altro Sindaco di arrivare al 100% dei consensi, quella è un’altra cosa, che non centra nulla.

Paolo Giardina

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4 pensieri su “ANALISI DI UN VOTO

  1. Caro Paolo,
    condivido a pieno questa analisi ma dei dubbi mi attanagliano leggendo queste poche righe:
    ” In ultimo c’è un terzo elemento, perché la politica ha tre componenti e non due: La maggioranza ( leggi Sindaco ), l’opposizione e soprattutto la città, che troppo spesso rimane ai margini di tutto sia dell’azione politica sia di quella amministrativa, anche perché nel nuovo modello del Sindaco, come in quello vecchio esiste la convinzione che la politica sia ricoprire ruoli istituzionali. Non è cosi, la politica si può e si deve fare da semplici cittadini, soprattutto nel rispetto dei ruoli, e la vita politica di una città matura non ha una durata limitata alla campagna elettorale”

    Secondo te quanto i Canicattinesi hanno a cuore il futuro del proprio paese?
    Quante persone hanno ancora la visione della politica “a ma sistimare u caruso”?
    Io credo che la mia generazione per forza di cose si troverà di fronte un sistema in cui la politica dovrà tornare ad essere al servizio dei cittadini e spero che questo accada il prima possibile.

    Simone Amato

    • Quello che io penso e che quando io avevo la tua età, e forse quando anche mio padre aveva la tua età la politica nel nostro paese è stata ” a ma sistimari u caruso ” e l’interesse non è quello della collettività ma quello proprio. Uscire da questa logica vuol dire emancipare la società è l’unico elemento che può modificare lo stato delle cose è la cultura. Per questo occorre un maggiore impegno nella società. Altrimenti accade come accade nel nostro paede che la cultura è il Festival Jazz, accade che un’amministrazione scambi per cultura un involucro, l’imballaggio. Aprendo il pacco troviamo il nulla, o meglio troviamo “a ma sistimari u carusu “. Io credo che la cultura si fa anche qui su canicattivi, e non è la ” creazione ” della colsulta giovanile che risolve il problema. Questo paese si evolve senza aver paura di dire che la candidatura di un consigliere è legittima ma deplorevole se questa ha come scopo principale quella di evitare un trasferimento. Altrimenti, se Simone Amato studia lontano, vive lontano, costa in termini economici e umani, si candida consigliere per spostare la sua università a Siracusa. Ma questa è la politica. Invece qui accade, da noi qui a Canicattini che se sostieni qualcosa del genere ” fai ” attacchi personali e non puoi fare politica. Perchè la politica non è per tutti. Oserei dire che la politica è solo per chi può trarne un vantaggio, anche perchè muoversi in questi contesti è difficile, non da tutti e se non hai delle motivazioni forti abbandoni.

  2. Il giorno che tutto questo cambierà (perchè sono sicuro che prima o poi cambierà) spero non sia troppo tardi. L’unica cosa che io ho potuto vedere e analizzare da vicino quei pochi giorni di campagna elettorale che sono stato a Canicattini è il ruolo di “noi” giovani…che a prescindere da qualsiasi programma, progetto o quanto meno intenzione ci siamo schierati con l’uno o l’altro schieramento o candidato per motivazioni a dir poco futili. Il cambiamento deve partire da noi “verginelli” ma chi fa la politica di palazzo non può scaricarci tutte le responsabilità a maggior ragione se “usa” i giovani come specchio per le allodole.

  3. Pingback: Riflessioni a mente fredda sul voto | ..:: CaniCattivi ::..

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