Dissenso e consenso: libere disquisizioni o semplici stupidaggini


“ Il dissenso è un sentimento o una filosofia attraverso cui si manifesta disaccordo oppure opposizione nei confronti di un’idea o nei confronti di un’entità “;

“ Il consenso, si manifesta quando tutte (o quasi) le “parti” sono d’accordo su qualcosa“;

Molti storici e studiosi di politica sostengono che una società raggiunge un alto livello di benessere quando ha interesse non solo a garantire la libera espressione del dissenso, ma addirittura ad incoraggiarla.

Partiamo dal dissenso: Esiste a Canicattini il libero dissenso?

Il dissenso nella nostra comunità esiste solo nel momento elettorale, (il dissenso dei pochi) ma è un dissenso che prima o poi confluisce nel pensiero unico.

C’è poi un’altra parte di dissenso, quello latente, quello che non si manifesta, che rimane immerso, nascosto, nella città.

Quello che non esiste è una forma di dissenso organizzato e maturo.

Questo accade anche perché l’attuale Sindaco, (chiaramente esistono altre motivazioni parimenti importanti) soprattutto attraverso il suo entourage (ma anche in prima persona),  ha la capacità di far passare per “attacco personale“ o peggio ancora “fuori dalla condizione umana“, o più precisamente come attacco alle istituzioni, ogni tipo di critica, a qualsiasi livello mossa nei suoi confronti.

Esiste, nella nostra comunità, la percezione che colui o coloro che la pensano in modo diverso dall’attuale Sindaco, non hanno dignità di cittadini. Da questo punto di vista (e solo da questo, per il vero) esiste una forte continuità con la politica al potere degli ultimi venti anni nel nostro comune. Le affermazioni del Sindaco (ribadisco, sotto questo aspetto), in sede pubblica non sono molto diverse da quelle di suoi predecessori.

Dal dissenso al consenso.

Nel consenso al Sindaco c’è di tutto. Evito ogni disquisizione sull’idolatria, perché c’è anche questa, ed è forse la parte più antipatica. Desidero concentrare la mia attenzione sulla modalità con cui il Sindaco di Canicattini, propone ed ottiene il consenso. (Non c’è solo questo. Per carità, ma anche): Il primo cittadino di Canicattini, è nel contempo il tutto ed il contrario di tutto, e non c’è spazio per gli altri, né nel tutto, né nel contrario. In questi anni lo abbiamo seguito nelle sue “escursioni“ , ben veicolate dalla stampa “amica”: a favore dell’acqua privata prima e di quella pubblica poi, prima a favore di Sai 8 e poi contro, nei comizi della CGIL ed in quelli di Alleanza Nazionale, a rappresentare la destra giovanile ed a presiedere le conferenze della Sinistra estrema, sempre in prima linea. Questo Sindaco è nel contempo espressione della politica, quella vera, ma anche dell’antipolitica, nella definizione grilliana del termine, cioè “piove governo ladro“. Il Sindaco di Canicattini è l’espressione di tutto l’infinito del pensiero umano.

Fin qui, siamo nella sua sfera personale, anche se spesso a discapito della linearità nelle scelte politiche ed amministrative, ma può rappresentare (anche se, esercitato in questo modo, ho i miei dubbi) come lui sostiene un modello nuovo di fare la politica, perché se è vero come è vero, che in tutti gli altri comuni d’Italia si discute solo di poltrone e si litiga, qui si parla di progetti, di futuro, non c’è spazio per discutere, per confrontarsi. Quindi il progetto politico di Sviluppo e Futuro si concretizza nel tutti attorno ad un tavolo, con il Sindaco che scrive le regole, le fa rispettare e le cambia, si sceglie chi deve amministrare insieme a lui e chi deve opporsi, detta i contenuti dell’opposizione, e gli altri sono comprimari consapevoli, oppure nelle proprie case.

Ma adesso proviamo a mettere insieme quella parte di dissenso, nei modi “espressi“ e quella parte di consenso nei modi proposti. La quasi totalità della società canicattinese è fortemente appiattita (quella che partecipa direttamente all’agone politico), ed allineata (quella che sta direttamente dalla sua parte) nelle posizioni del Sindaco. Considerato che Canicattini non si muove foglia, né nella politica, né nella società se la decisione non viene presa dal Sindaco, (per foglia intendo dalla foglia di un albero al più importante dei lavori pubblici), le conseguenze potrebbero essere imprevedibili. C’è di più, la qualità dell’entourage del Sindaco complessivamente considerata, senza alcun riferimento a singole persone, appare assolutamente, quantomeno impropria al ruolo, quindi parliamo di una sola persona, sulla quale sono concentrate o più precisamente accentrate le sorti dell’intera comunità. Ed in questo non c’è nessuna continuità con il passato, la storia recente del nostro comune ha sempre evidenziato un forte dualismo in tutti i settori della vita umana, dalla politica al calcio, dall’associazionismo a tutto il resto. Oggi no, nella fase attuale siamo all’opposto, e siamo passati da un eccesso ad un altro.

Fin’ora ho seguito questa campagna elettorale con interesse. Non c’è più. Avevo grandi aspettative. Rispetto a cinque anni fa l’unica novità, nel bene e nel male,  è la presenza tra i candidati di Pietro Savarino. Per il resto c’è stata soltanto un nuova mano, una rimescolata di carte, un po’ di “politici“ sono passati dall’una all’altra parte e viceversa. Gli argomenti sono assolutamente identici, uguali sovrapponibili.

E poi ci sono i giovani, i tanto osannati giovani, sui quali sono poste le aspettative più variegate, (una vera delusione) ma è evidente che come nel passato, ancor di più oggi sono ridotti a delle semplici comparse (spesso mute), senza nessuna prospettiva, soltanto “utilizzati”, di più “sfruttati“ solo per far sostenere ai grandi “siamo con i giovani“ che sono il futuro e blà blà blà. Su questo aspetto ci sarebbe un capitolo intero da aprire, mi limito a sostenere che un progetto politico che si propone di rinnovare la vecchia politica e la vecchia società, non può pretendere di inglobare al suo interno come parte integrante tutte le associazioni del nostro comune, e sol perché gli fornisce una stanza per le riunioni o un contributo per le “feste“ si pretende l’acquisto e la piena proprietà vita natural durante, al punto che se un giovane vuole, non importa quali siano i motivi, tirarsi fuori da quel contesto, è tacciato di incoerenza o peggio di lesa maestà, ed attaccato pubblicamente. A questo ad onor del vero non era arrivata neppure la peggiore politica del passato.

Considero questa campagna elettorale la più inutile della storia di Canicattini.

Da un lato il dissenso è scambiato per attacco personale, dall’altra nulla di nuovo, dall’una c’è la certezza di vincere e di essere l’assoluto, dall’altra quella di perdere e di tirare a campare, il futuro di Canicattini è già scritto ed è di caratura transnazionale. Le elezioni per il Sindaco, non sono un passaggio obbligato, il momento più alto di una democrazia, appaiono più un incombenza, una fermata alla stazione, per poi far ripartire il treno: la circum-transnazionale.

Mi sento libero di esprimere anche stupidaggini, ma mi rendo conto, che in questo contesto c’è poco spazio, anche per le stupidaggini, in questo contesto occorre uniformarsi ed essere acritici, altrimenti sei contro.

A proposito di massime, di cui questa campagna elettorale è pervasa, una la conio io.

Una città, una piccola comunità prima di proiettarsi in un contesto più ampio, e l’ambizione di farvi parte non è solo importante, ma necessaria, deve essere se stessa emancipata culturalmente e socialmente, altrimenti l’unica emancipazione possibile è quella dei suoi rappresentanti.

Una chicca finale:

Qualche anno fa ho tentato in un contesto assolutamente simile a rientrare nell’agone politico, francamente nell’obiettivo di dare un contributo disinteressato, ho partecipato a qualche riunione, con tutti i limiti di cui sono portatore sano. In quelle riunioni eravamo in 6, tutti in assoluto dissenso al Sindaco: il sottoscritto, Gaetano Guzzardo, Sebino Scaglione, Salvatore Di Blasi, Salvatore Miano e Nano Ficara, in quelle riunioni mi sentivo addosso una premeditazione da parte degli altri, perché io in quel contesto ero l’uomo del Sindaco.

Paolo Giardina

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4 pensieri su “Dissenso e consenso: libere disquisizioni o semplici stupidaggini

  1. Condivido la tua analisi politica ma ancor di più quella sociologica, che fatta da te ha ancora più valore visto la profonda conoscenza del personaggio.
    Oggi il dissenso non va di moda a Canicattini con l’avvento della nuova politica forgiata dal sindaco che sembra essere convito del fatto di stare meglio senza opposizione ed oppositori. Forse lui! Di fatto non c’è più nulla al di fuori della sua sfera personale, non c’è il paese, non i paesani, non il lavoro, non la disperazione, non il disagio, non la sicurezza in compenso c’è lui è il suo fantastico plastico della nostra realtà. Io non ho seguito la campagna elettorale ma vedendo un solo comizio mi sono reso conto che lui parla solo di se stesso e i suoi discepoli parlano solo di lui, tralasciando il fideismo da setta dei suoi sostenitori.
    Tutti convinti che meglio di così non possa andare, quando di fatto oggi viviamo una strana idea e forma di democrazia. La sua!
    Per questo credo che occorra con urgenza l’impegno di chi ha chiara questa anomala situazione per ristabilire quell’equilibrio che non c’è passando irrimediabilmente a ogni forma di dissenso, ciascuno per la propria parte.
    Convinto comunque che nè elezioni nè vita amministrativa possano rimediare allo stato di cose esistenti ma l’impegno e l’autorganizzazione di noi cittadini contro il potere.

    • Caro Luca, come spesso è capitato anche nel passato, c’è una sovrapposizione delle nostre idee. Su un punto non mi trovo in sintonia con il tuo pensiero. Quando sostieni che ” ciascuno dalla propria parte “. Il modello proposto dall’attuale Sindaco, il nuovo modello politico, di mettere insieme fazioni opposte all’interno ed all’esterno delle istituzioni, nell’obiettivo di trovare soluzioni per la città, strettamente in ambito territoriale, personalmente l’ho condivido, penso che sia un modello che può dare una svolta, una soluzione all’essenza della vecchia politica, che pensa solo a se stessa. Il rischio di un siffatto modello, che nel nostro caso specifico, ormai è chiaro, non è più un rischio ma una realtà, è quello che dietro questo nuovo modello c’è il tentativo di plasmare l’intera società, a proprio uso e consumo. Essendo l’unico modello possibile per chi lo propone, chi non l’ho condivide o chi lo critica è, lui si ai margini, fuori dal modello unico.
      Penso che un siffatto modello per essere efficace necessita di due elementi: il primo un opposizione credibile all’interno delle istituzioni che controlli l’operato del Sindaco e della sua squadra, il secondo una società consapevole e partecipativa, che controlli entrambi. Il Sindaco considera questi elementi, “ punti e virgola “, non elementi importanti. Ma la punteggiatura ha il suo peso fondamentale, nella forma e nella sostanza.
      Se devo essere sincero fino in fondo, il fallimento sociale di questo modello non è solo imputabile al Sindaco, ma oserei dire soprattutto alla società canicattinese, storicamente scarsa, presente solo al cospetto dei propri interessi, capace di affidare deleghe in bianco, ( sempre per i propri interessi ) e soprattutto incapace di dire la propria ( capace di chiedere per se ). Speriamo come sostiene il Sindaco almeno di “ divertirci “. Altrimenti ci sarà da piangere.
      Viva il dissenso, la libertà, la consapevolezza di essere ai margini, costi quel che costi. Spero di non essere solo.
      Paolo Giardina

      • Il mio “ciascuno per la propria parte” era da intendersi più come l’espressione della volontà di ognuno di noi di impegnarsi nel recupero e maturazione del dissenso non farne una questione di parte. Figurati se oggi in piena ubriacatura “futuristica”, possa solo pensare di dividere il dissenso in parti. Il problema serio che va affrontato è soprattutto culturale nel senso che anche un discorso semplice e lineare come il tuo, oggi nella completa adesione fideistica al capo, rischia di non essere nemmeno compreso da larga parte della nostra comunità. Per questo penso indispensabile l’impegno individuale di tutti coloro che in questo preciso momento storico percepiscono il reale pericolo che tale modello porta in sè, convinto (e permittimi “scauratu”) del fatto che le colpe non siano del sindaco ma certamente di una comunità storicamente appiattita sull’uomo forte, che ha troppo spesso rinunciato ai propri diritti ribaltandoli in favori da elemosinare, che ha eluso i propri doveri per mero opportunismo.
        Infine senza voler analizzare il voto credo tuttavia che i sogni e le favole del nostro sindaco siano falliti miseramente al cospetto dei primi arrivati della sua lista, perchè ricordo bene alcuni colloqui avuti con lui negli anni scorsi, nei quali con molta convizione affermava di voler ripulire il suo entourage da certe cattive compagnie. Ad oggi non solo non ha iniziato quel processo, anzi ne ha aumentato il numero durante questi anni riuscendo solo ad epurare gente come te e contornandosi scientificamente di “manovalanza”. In vista di un ottobre caldo per lui questa mi appare una scelta poco lungimirante, per sè e per Canicattini.
        A divertirci ci penseremo senza il suo consenso riproponendo un momento culturale per mezzo della satira dopo alcuni anni di censura, alla conquista della libertà.

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